L’ozonoterapia con tecnica del BAGGING nella cura delle ferite complesse
La gestione delle lesioni cutanee croniche richiede un approccio multidisciplinare e l’integrazione di metodiche capaci di agire sui principali fattori patogenetici che ostacolano la riparazione tissutale.
Tra queste, L’OZONOTERAPIA TOPICA MEDIANTE BAGGING si è affermata come una procedura sicura, efficace e di aiuto nella pratica vulnologica.
Principi e razionale terapeutico
L’ozonoterapia sfrutta le proprietà biologiche dell’ozono medicale (O₃), gas ottenuto da una miscela di ossigeno puro, caratterizzato da elevato potere ossidante controllato. L’applicazione topica tramite BAGGING consiste nel racchiudere l’arto o la regione lesa in una sacca di materiale impermeabile, all’interno della quale viene insufflata una miscela di ozono-ossigeno a concentrazione terapeutica (generalmente 20–60 μg/mL).

Durante l’esposizione (15–30 minuti), l’ozono esercita una serie di azioni biologiche mirate:
- Effetto antimicrobico ad ampio spettro, attivo contro batteri aerobi e anaerobi, funghi e virus, senza sviluppo di resistenze.
- Miglioramento della microcircolazione e dell’ossigenazione tissutale, grazie alla modulazione dell’ossido nitrico e alla riduzione della viscosità ematica.
- Stimolazione della neoangiogenesi e della sintesi di fattori di crescita (VEGF, TGF-β, PDGF), favorendo la formazione di tessuto di granulazione vitale.
- Riduzione dello stato infiammatorio locale mediante l’inibizione delle citochine pro-infiammatorie e l’attivazione degli enzimi antiossidanti (SOD, catalasi, glutatione perossidasi).
- Decontaminazione delle ferite infette e controllo del biofilm, spesso causa di cronicizzazione.
Indicazioni cliniche
L’ozonoterapia con BAGGING trova indicazione in un ampio spettro di lesioni cutanee, tra cui:
- Ulcere venose, arteriose e miste;
- Ulcere diabetiche del piede;
- Piaghe da decubito;
- Ferite post-chirurgiche o traumatiche a lenta guarigione;
- Infezioni localizzate resistenti ai comuni trattamenti.
Evidenze cliniche e risultati
Numerose osservazioni cliniche e studi prospettici hanno evidenziato:
- Riduzione significativa della carica batterica locale;
- Aumento della velocità di epitelizzazione;
- Diminuzione del dolore e dell’edema perilesionale;
- Miglioramento complessivo della qualità del tessuto di granulazione.
L’assenza di effetti collaterali rilevanti e la buona tollerabilità rendono la tecnica del BAGGING una procedura sicura, ripetibile e compatibile con le altre strategie terapeutiche avanzate.
Conclusioni
L’ozonoterapia topica con BAGGING rappresenta oggi una delle metodiche più efficaci e versatili nel trattamento delle ferite complesse.
Per il vulnologo, essa costituisce un importante strumento terapeutico integrativo, capace di accelerare i processi riparativi, ridurre le complicanze infettive e migliorare gli outcome clinici anche nei pazienti fragili o pluripatologici.
